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Pişmanlık ve Islah

autoridade legal da Sagrada Escritura é a certeza de que se encontra ali a fonte da

dikaiosu,nh; por conseguinte, ao afirmar no v. 18 (cf. tb. Lc 16,17)

572

, a autoridade da

hr"wOt a partir de si próprio

573

, Jesus apresenta-se como o` Cristo,j; pois a

expressão avmh.n ga.r le,gw u`mi/n

574

, segundo Betz, é um ipsissimum verbum

Jesu

575

; e esta fórmula aparecerá nas antíteses (vv. 22.28.32.34.39.44), formando, juntamente

570 “Per il v. 17 Legge significa qui la rivelazione della volontà di Dio raccolta nel Pentateuco, così come questa

fu interpretata da parte dei profeti.” SAND, A., Il Vangelo Secondo Matteo – Volume I, Brescia: Morceliana, 1992, p. 149.

571 “Risulterebbe che l’intenzione principale è la constatazione della retta dottrina”. TRILLING, W., Il Vero

Israele: studi sulla teologia del Vangelo di Matteo, Roma: Piemme, 1992, p. 219.

572 “Anche se non fosse possibile precisare con chiarezza il rapporto letterario tra il versetto 18 di Matteo e Lc

16,17, i due logia andrerebbero comunque accostati l’uno all’altro, poiché il nocciolo dell’asserzione che contengono è identico: la torà resta in vigore irrevocabilmente.” Ídem, ib., p. 212.

573 “Nicht ausgesprochen, sondern angedeutet ist, daß die Erfüllung des Gesetzes nicht einfach aufgrund der

Autorität des Gesetzes erfolgt, sondern in Übereinstimmung mit dem göttlichen Sendungsauftrag Jesu.” LUZ, U., Die Erfüllung des Gesetzes bei Matthäus (5,17-20): ZTK 75 (1978), p. 417.

574 “Der Vorspruch 5,17ff und die Antithesen interpretieren sich ja wechselseitig: Ging es in 5,17-19 darum, die

Antithesen durch die Betonung der grundsätzlichen Gültigkeit der ganzen Tora - eine andere kennt das Judentum nicht - vor prinzipiellem antinomismus zu sichern, so haben die Antithesen eine umgekehrte Funktion: Sie machen klar, daß die Autorität der Tora nicht eine durch sie selbst gesetzte ist, sondern in der Autorität des Gottessohnes Jesus ruht... In diesem Sinn ist sogar die Feststellung, daß Jota und Häkchen des Gesetzes dahinfallen soll, nicht ein Ausdruck der Autorität des Alten Testamentes, sondern ein Ausdruck der Autorität Jesu, seines souveränen »Amen, ich sage euch«. Derselbe Befund ergibt sich bei Betrachtung des Matthäusevangeliums im ganzem. Jesus ist von Anfang an als der die Gemeinde begleitende (1,25!), gehorsame und souverän-siegreiche Gottessohn (3,13-4,11) dargestellt.” Ídem, ib., p. 428. “K. Berger ha infatti dimostrato che la formula «io vi dico» ha la sua radice nell’apocalittica e fa sovente da introduzione alle dichiarazioni del veggente. L’«amen» dovrebbe in questo caso esservi stato aggiunto soltanto più tardi, nell’ambiente di lingua greca.” SCHWEIZER, E., Il Discorso della Montagna, in: Piccola Collana Moderna – Serie Biblica – no. 66, Torino : Claudiana, 1991, p. 97. “«In verità vi dico, finché non passerà il cielo e la terra»... è un logion derivato da Q, introdotto in modo solenne per sottolinearne l’importanza. Amen (= in verità, che ricorre 31 volte in Mt) corrisponde all’espressione veterotestamentaria: «oracolo del Signore».” POPPI, A., Sinossi dei Quattro Vangeli – Vol. II – Introduzioni e commento, Padova: EMP, 1987, p. 48.

575 Cf. BETZ, H. D., The Sermon on the Mount, Minneapolis: Fortress Press, 1984, p. 182. “Das autoritative

le / g w u(mi=n hält sich dagegen durch alle Teile durch (v. 18.20. Antithesen). Die formalen Argumente sprechen also für eine gewisse Distanzierung von v. 17-19 und 20, ohne daß ein enger Zusammenhang ganz bestritten werden könnte“. LUZ, U., Die Erfüllung des Gesetzes bei Matthäus (5,17-20): ZTK 75 (1978), p. 402. “De acuerdo con una opinión bastante común, los v. 18 y 19 proceden de círculos judeocristianos estrictamente fieles a la ley, quizá como fruto de debates y de una polémica intracristiana en torno de la validez de la ley mosaica. Es problemático atribuir a Jesús la frase a )mh/ n del v. 18; él transgredió la ley en muchas ocasiones en aras del amor.” LUZ, U., El Evangelio según San Mateo – Mt 1-7 – Volumen I, Salamanca: Sígueme, 1993, p. 322. “Si

com to.n no,mon h' tou.j profh,taj, a unidade interna desta grande perícope

576

.

Ao dizer ivw/ta e]n h' mi,a kerai,a ouv mh. pare,lqh|

avpo. tou/ no,mou, Jesus toma em consideração o texto hebraico do AT,

provavelmente de maior autoridade aos ouvintes do discurso

577

; a compreensão parece ser

ética e a Lei deve ser cumprida, num tempo determinado e[wj a'n pa,nta

ge,nhtai

578

. Há quem veja nesta expressão uma conexão com o discurso escatológico

marcano, considerando-se que a fórmula le,gw u`mi/n tem raiz apocalíptica

579

. Seria,

então, possível, segundo Schweizer, que 5,18a.c.d já existisse precedentemente, como uma

variante de Mc 13,30

580

. Deste modo, pa,nta ge,nhtai pode significar antes da parusia,

no sentido que, até aquele momento, tudo possa cumprir-se. Pode significar também até a

l’arrangement littéraire est de Matthieu, le fond, dans plusieurs cas, est primitif et rejoint l’enseignement de Jésus qui, tantôt, retournant aux sources mêmes de la Loi, s’oppose aux interprétations des scribes et des pharisiens (par exemple Mt 15,1-9, ou encore Mt 19,1-6), tantôt, comme c’est le cas ici, va plus loin que la Loi .” MATURA, T., Le Radicalisme Evangéliques: aux sources de la vie Chrétienne, Paris: Du Cerf, 1978, p. 116. “La formula amên gar legô hymin, «in verità vi dico» ricorre solo quattro volte in Mt: 5:18; 10:23; 13:17; 17:20... Non possiamo dubitare che essa risalga al Signore... La conservazione di questa parola diversa dal solito, dimostra che nella tradizione questa maniera di parlare era percepita come nuova e insolita; Gesù stesso creò l’espressione amên legô hymin (soi) e la usò per sottolineare l’importanza e la novità di quello che doveva dire, come pure per dare autorità alle sue parole.” SABOURIN, L., Il Vangelo di Matteo - Teologia e Esegesi - Vol. I, Roma: Paoline, 1976, p. 394.

576 Cf. GNILKA, J., Il Vangelo di Matteo – Parte Prima, Brescia: Paideia, 1990, p. 217.

577 “È questa una locuzione iperbolica, probabilmente già passata in proverbio, che tutti capivano facilmente.

Bussuet ritiene che questo versetto riguardi il compimento integrale e minuzioso delle profezie dell’Antico Testamento. È in tal senso che ha scritto: «Cristo soffrirà: ecco il grande tratto; ma sarà fuori della porta: ecco lo iota»: in realtà il testo concerne le prescrizioni della legge morale.” DURAND, A., Il Vangelo Secondo S. Matteo, Roma: Studium, 1961³, p. 87.

578 “Questo senso redazionale peraltro deve fare i conti con la difficoltà data al fato che g i/ ne sq a i viene usato

prevalentemente in rapporto al verificarsi di accadimenti e solo di rado in riferimento al fare, al compiere, e quindi per sé il verbo richiederebbe piuttosto l’altra interpretazione... Solo in 6,10; 26,42 può essere interpretato nel senso di «fare». Ma a questi due casi se ne contrappongono circa 70 i quali con g i/ ne sq a i si riferiscono a eventi”. TRILLING, W., Il Vero Israele: studi sulla teologia del Vangelo di Matteo, Roma: Piemme, 1992, p. 214.

579 “L’aggiunta redazionale («fino a quando tutto avvenga») non può essere chiarita partendo da Mt 24,34,

nonostante il tenore verbale coincidente. Con «tutto» si mette in risalto ancora una volta la totalità della legge (senza alcuna riduzione), che resta in vigore fino al passare di cielo e terra; poiché il fine della tôrâ di Mosè (e qui si tratta di questo) è «la completa affermazione della volontà di Dio».” SAND, A., Il Vangelo Secondo Matteo – Volume I e II, Brescia: Morceliana, 1992, p. 150.

580 “In questo caso si potrebbe pensare più che altro alla comunità giudeo-cristiana che protestava contro opinioni

più liberali, rappresentate ad esempio dalla cerchia di Stefano... Contro quest’ipotesi, però, parla il fatto che in tutti gli altri casi lo schema sottolinea l’annuncio della parusia e perciò l’accento posto qui sulla validità della legge deve rappresentare uno sviluppo secondario.” SCHWEIZER, E., Il Discorso della Montagna, in: Piccola Collana Moderna – Serie Biblica – no. 66, Torino : Claudiana, 1991, p. 99.

chegada do messias, porque, logo em seguida, os vv. 21ss proclamam a justiça