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PASSATO: PROSSIMO O REMOTO?

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Academic year: 2021

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PASSATO: PROSSIMO O REMOTO?

 Questo del passato prossimo e del passato remoto è un problema nazionale perché l’uso di questi due tempi divide l’Italia tra Nord e Sud.

L’Italia settentrionale predilige il passato prossimo: “ho fatto”, “ho detto”;

l’Italia meridionale preferisce di gran lunga il passato remoto: “feci”,

“dissi”. Ma in realtà servono tutti e due; dunque, mettendo d’accordo Nord e Sud avremo un italiano perfetto. Tentiamo l’impresa.

 Questi due tempi esprimono, tutti e due, un’azione compiuta nel passato;

ma il passato prossimo esprime un’azione passata e tuttavia ancora in relazione col presente: “Ieri in questa casa è avvenuto un fatto strano che ancora non mi spiego”; “I Romani ci hanno tramandato una civiltà immortale che tuttora vive tra noi”; “Mio fratello è partito tre anni fa e non mi ha dato ancora sue notizie”; il passato remoto, invece, esprime un’azione passata, ma sentita come a sé stante, senza relazione alcuna col presente: “Nel 79 d.C. avvenne l’eruzione del Vesuvio”; “I Romani combatterono contro i Sanniti”; “Mio fratello partì che aveva solo nove anni”. Si capisce che questa relazione o no col presente risulta chiara solo nel contesto completo, dove appare evidente ciò che chi parla o scrive vuol comunicare, tanto a Nord quanto a Sud.

ESERCIZI

1. Io (leggere) questo romanzo da bambino.

2. Loro (sopravvivere) con molte difficoltà.

3. Gli italiani (eleggere) tutti i deputati.

4. Stefania (vivere) con me l'anno scorso.

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5. I soldati (distruggere) l'esercito nemico.

6. Loro (vivere) sempre da poveri.

7. I romani non (opprimere) mai i paesi conquistati.

8. Noi (fare) del nostro meglio.

9. Io non (avere) mai il tempo per fare questo.

10. Loro (fare) il lavoro in un attimo.

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